Material You e la storia di Material Design

Material Design è stato ed è tutt’oggi uno dei più grandi e seguiti design system presenti al mondo. Figlio di casa Google, destinato ad utilizzi principalmente per il web o per dispositivi con OS Android, Material Design ha esplorato, definito e dettato le regole di interfaccia ed esperienza di moltissimi prodotti e servizi digitali dell’ultimo decennio circa.

 

Come ogni anno avviene, nell’ultimo Google I/O, il primo della storia senza una platea di migliaia di sviluppatori, designer e in generale di dipendenti Google (per via del cambiamento di scenario mondiale in corso al momento in cui scriviamo l’articolo), si è parlato di molte novità.

 

Una su tutte, Material You, il nuovo sistema di princìpi, regole, linee guida di interfaccia, colori, elementi, che va ad arricchire e sostituire molto di quanto presente fino a prima di questo evento, nel design system di Material Design.

 

1. La storia di Material Design fino ad oggi (Xenia De Persio)

 

Material

 

Il 25 Giugno 2014, in un momento di grandi cambiamenti, venne annunciato “Material Design“, rivoluzionando la visione “flat” del design digitale, che mutò in un qualcosa di più “materico“.

 

Infatti l’obiettivo di questo nuovo design system, fu quello di rendere l’esperienza d’uso, un’imitazione della realtà, attraverso l’utilizzo di elementi che avessero uno spessore, fatto di ombre e rilievi. Altro aspetto fondamentale fu il distacco da tutto ciò che era superfluo, prediligendo invece il principio del “Form Follows Function“, cioè, “un’interfaccia costruita sulla funzione” e non sull’estetica.

 

Tale idea di design, oggi viene nuovamente stravolta grazie all’avvento di Material You.

 

2. Interfaccia e accessibilità (Simona Muscogiuri)

 

Material

 

Alcuni degli obiettivi di Material You è di rendere il sistema operativo più espressivo, dinamico e personale che mai. Motivo per cui l’utilizzo di colori e palette è stato completamente rivisto.

 

Con il nuovo sistema android basterà modificare l’immagine di sfondo per creare automaticamente  una vasta gamma di colori chiari e scuri facilmente adattabili sull’intero sistema operativo e sulle app native. In sostanza, Material You permetterà agli utenti non solo di scegliere una versione light o dark  per lo smartphone, ma addirittura di optare per più palette di colori, switchando rapidamente da una modalità all’altra a seconda dell’umore.

 

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Oltre a offrire un’esperienza sempre più personalizzata, Material You lavora sul concetto di accessibilità, permettendo a tutti di navigare in maniera intuitiva, anche alle persone con disabilità fisiche o a ridotte capacità cognitive. Questo implica la diffusione di nuove forme, contrasti e grandezze permettendo massima leggibilità sul dispositivo.

 

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3. Motion e interaction (Alessandro Gaggio)

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Una nuova vita per le animazioni di Android 12 grazie a Material You.

 

La promessa di Google è quella di migliorare le animazioni di sistema, offrendo un movimento più fluido, permettendo all’interfaccia di rispondere con maggiore rapidità e rendendo lo smartphone sempre più veloce e reattivo, al fine, per l’appunto, di rendere l’interfaccia viva. 

 

Ad esempio, scorrendo verso il basso un elenco e raggiungendo la fine si creerà un leggero rimbalzo, oppure,  quando manteniamo premuto un pulsante o più semplicemente, quando mettiamo in carica il nostro smartphone. vedremo apparire una continua evoluzione di scintillii.

 

4. Adattabilità e privacy (Andrea Bellizzi)

 

Material You Android 12 Redesign Material You e la storia di Material Design 9 Baasbox

 

Google segue Apple sul versante dell’adattabilità dell’interfaccia.

 

Per migliorare l’esperienza utente in un periodo storico in cui ognuno di noi possiede più di un device personale, è fondamentale uniformare il più possibile le esperienze tra di loro, facilitando così sin dal primo approccio, l’utilizzo di un nuovo device.

 

Non solo, tale adattabilità si riflette anche sui widget (adaptive themes), che si adatteranno alle personalizzazioni dell’utente, seguendo colori, forme, ombre e contrasti. Un passo in avanti è stato fatto anche sulla privacy.

 

Un esempio su tutti è la nuova funzione chiamata Privacy Dashboard, che permetterà agli utenti di dare un consenso più ragionato alle app che tracciano i dati personali per scopi pubblicitari.

 

5. Conclusione (Alessio Cardelli)

Ringrazio tutto il team di UX/UI di Baasbox per l’ottima panoramica e l’approfondimento sull’argomento ma adesso rimane una domanda: come (oltre che quando e perché) devo usare Material You?

 

La risposta dipende in base al caso:

  • sei un*a designer, quindi il tuo ruolo è quello di proporre Material You nei casi in cui hai l’opportunità o l’esigenza di creare un’app dal design Nativo. In questo caso il “come” probabilmente lo conosci, ma sappi che siamo disponibili per un confronto (ci piace approfondire queste cose con chi ne è curioso);

 

  • hai un business tuo, un progetto digitale o meglio ancora un’app. Qui la domanda che a mio avviso devi porti non è come (perché lo farà un*a designer per te), non è quando (perché anche questo sarà cura di un*a designer) ma perché. E la risposta è semplice: se investi molto in marketing, spendendo denaro per far arrivare i tuoi utenti (o potenziali tali) al tuo servizio che si manifesta anche con un prodotto digitale come un’app, perché non investire in un’esperienza inclusiva, accessibile, completa e positiva? Lasciamo proseguire con un esempio.

 

Per cui, ricapitolando: hai un prodotto ad abbonamento che costa 5€ al mese (60€ annui), hai investito 10€ per acquisire un utente, mettiamo che tu ne abbia spesi 100€, quindi 10 utenti. Di questi, per via di una pessima esperienza, ne perdi il 50% (e sono stato molto positivo), perdendo quindi in via diretta un potenziale di 300€. Questi a loro volta, parlano male diciamo a 2 persone del tuo servizio, che non le vedrai mai. Significa che perdi altri 10 potenziali clienti, del valore di €3000, che sommati ai precedenti, sono €3300.

 

Ecco, la risposta sta nell’esempio qui sopra. Il perché credo sia chiaro, ora rimane il come e quando, e per questo ci siamo noi.

 

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