L’importanza degli Analytics per i progetti digitali.

Febbraio 7, 2022 | di Matteo Errera

L’importanza degli Analytics per i progetti digitali.

Una corretta unità di misura è alla base di tutto.

Quando puoi misurare ciò di cui stai parlando, ed esprimerlo in numeri, puoi affermare di saperne qualcosa; se però non puoi misurarlo, se non puoi esprimerlo con numeri, la tua conoscenza sarà povera cosa e insoddisfacente: forse un inizio di conoscenza, ma non abbastanza da far progredire il tuo pensiero fino allo stadio di scienza, qualsiasi possa essere l’argomento.

Queste le parole di Lord Kelvin, fisico e ingegnere britannico della prima metà del XIX secolo, conosciuto principalmente per aver sviluppato la Scala Kelvin (K) per la misurazione della temperatura assoluta. Un’osservazione sempre attuale, quale sia il campo di applicazione. 

 

Cosa e come tracciare?

In Baasbox poniamo da sempre particolare attenzione alle metriche, applicate, nel nostro caso, ai progetti digitali. Il che ci ha permesso, negli anni, di avere numerosi benchmark su cui basarci per prendere decisioni totalmente data driven. A seconda del progetto digitale che si sta sviluppando, è più o meno facile reperire dati utili. Generalmente, più un prodotto è grande e complesso, più è necessario porsi domande per capire se ha o meno senso tracciare determinate dinamiche. 

 

Il tracciamento sui siti web. 

Se il nostro prodotto è, ad esempio, un blog, le analitiche fondamentali saranno guidate dalle seguenti domande.

 

Da che dispositivo gli utenti utilizzano il sito web?

Questa metrica è utile per comprendere se i nostri utenti provengono da smartphone, tablet, desktop o altri dispositivi (come le smart TV) e aiutarci a prendere decisioni sui nuovi potenziali sviluppi del sito web per assecondarne le esigenze. Qualora l’80% dei visitatori legga gli articoli da mobile, ha davvero senso investire tempo e risorse per migliorare l’esperienza di navigazione da desktop? Oppure, se l’utente tipo utilizza principalmente una smart TV per visualizzare il sito web – come per blog incentrati sul fitness – come si fa ad essere certi che il prodotto mantenga una buona esperienza utente anche sulle alte risoluzioni?

 

Da quale canale di traffico provengono gli accessi?

Una domanda particolarmente utile per monitorare se eventuali investimenti di marketing stiano performando come previsto. Tramite alcune tecniche e tool, sui quali ci soffermeremo più avanti, vedremo come tracciare il numero di visitatori che raggiungono il sito web dalle fonti più disparate, tra cui:

  • motori di ricerca
  • social network
  • singolo post su un social network
  • volantini, libri, riviste
  • email
  • advertising a pagamento su Facebook, Twitter, ecc.


Qual è la
frequenza di rimbalzo?

Con questa espressione si intende il rapporto tra le sessioni in cui è stata visualizzata una sola pagina e tutte le sessioni. Più la frequenza di rimbalzo è alta, più utenti scappano dal sito web dopo aver visto la pagina dove sono atterrati. L’obiettivo, ovviamente, è quello di agganciare l’utente e trattenerlo all’interno del sito web più tempo possibile, spingendolo verso un’azione specifica, ad esempio una CTA.

 

Altre fondamentali domande da porsi sono:

  • Quali sono le pagine e i contenuti più visualizzati?
  • Quanto tempo restano mediamente sul sito gli utenti?
  • Quanti anni hanno?
  • Da che regioni o nazioni visualizzano il sito?


Ottenere queste metriche è abbastanza semplice: basta installare uno script di tracciamento all’interno del sito web. Si può così arrivare a tracciare anche le singole CTA di una landing page per comprendere quale converta di più. Un approccio particolarmente utile in fase di A-B testing.

 

Il tracciamento in web app o app.

Qualora si voglia tracciare il comportamento degli utenti in una web app o applicazione (se non conosci la differenza, ti invito a leggere questo mio articolo), le cose si complicano leggermente. Sarà infatti necessaria un’integrazione più complessa di un semplice script da inserire nel footer del sito web. Per fortuna, la maggior parte dei tool di tracking mette a disposizione delle SDK, che permettono agli sviluppatori di far partire degli eventi dall’applicazione, per tracciare le varie azioni compiute all’interno dell’applicativo.

È possibile infatti far triggerare degli eventi ogni volta che un utente clicca su un tasto, accede a una pagina di dettaglio, scarica un file, fa partire un video e altro ancora.

 

I principali tool a disposizione. 

Tra i tool che qui in Baasbox utilizziamo maggiormente, segnalo i seguenti due: Google Analytics e Hotjar. Il primo è un servizio gratuito fornito da Google, utilizzato dal 56.8% dei siti web (il 34.4% non usa alcun tool di tracking). Utile per tracciare tutte le metriche anticipate nei paragrafi precedenti, può essere integrato con Google Ads per incrociare le analitiche con le performance di una determinata campagna di marketing. Google Analytics mette inoltre a disposizione delle SDK per tracciare eventi provenienti anche da App Android e iOS.

 

L’importanza degli Analytics per i progetti digitali.

 

Utilizzato dal 3.7% dei siti web, Hotjar è invece un servizio a pagamento (ma con dei piani gratuiti) che differisce da Google Analytics in quanto fornisce delle heatmap (mappe di calore) delle pagine, per monitorare il comportamento di tutti gli utenti e registrare, all’occorrenza, le azioni che compiono sul sito web. Hotjar fornisce insomma informazioni cruciali per poter ottimizzare i progetti digitali.

 

L’importanza degli Analytics per i progetti digitali.

 

Alla luce di quanto detto, va da sé che in Baasbox pensiamo non si possa migliorare qualcosa che non sia misurabile. Ecco perché poniamo particolare attenzione nello sviluppo e nell’integrazione di tool efficaci all’interno dei nostri prodotti digitali.

Se sei interessato a migliorare le prestazioni del tuo progetto digitale, richiedici una consulenza!

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Matteo Errera, Sviluppatore e CTO di Baasbox, appassionato di tecnologia e di aviazione. Passa il suo tempo libero tra nuvole e linee di codice.

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