Consigli pratici per un prodotto digitale accessibile

Da qualche anno uno dei temi più attuali in ambito di progettazione digitale, e non solo, è l’inclusività, ovvero la possibilità di estendere a più soggetti possibili il piacere di un diritto o, per spiegarmi meglio, garantire l’inserimento di CIASCUN individuo all’interno di ogni contesto possibile indipendentemente dalla presenza di elementi fisici, psichici, sociali o di altro genere, che siano poco o molto limitanti.

Questa tematica riguarda veramente tanti aspetti, noi stessi di Baasbox abbiamo parlato di inclusività nell’ambito del linguaggio non molto tempo fa (vedi articolo). Chiaramente l’inclusività riguarda anche il design.

Come designer, infatti, abbiamo la responsabilità di offrire e progettare prodotti che siano il più inclusivi possibile o, nel nostro caso, il più accessibili possibile.

 

Quando un prodotto digitale può definirsi quindi “accessibile”?

Un prodotto digitale è accessibile se i suoi contenuti e le sue funzioni sono fruibili da tutti. Rendere qualcosa “accessibile” significa quindi fornire a tutti le stesse opportunità e diritti di utilizzo.

Questa ultima definizione viene particolarmente utilizzata per far riferimento alle pari opportunità di esperienza digitale per persone che presentano delle disabilità.

In sintesi si tratta di progettare non solo tenendo conto della maggioranza, ma anche delle minoranze. Se iniziamo poi a prendere in esame non solo i numeri dell’Italia ma quelli del globo intero, i numeri diventano ben diversi, per cui chiamarle “minoranze” sarebbe veramente errato poiché anche se minoranze, si parla di centinaia di milioni di persone.

Sembra una cosa ovvia, ma purtroppo la realtà è che molti progettisti non si pongono tale scrupolo mentre progettano, dimenticando o ignorando l’importanza di questi temi.

 

Ma perché è importante farlo?

Progettare in modo accessibile, non è importante solo per una valenza etica e morale, ma crea benefici anche al proprietario stesso del servizio, in quanto semplicemente aumenta le opportunità di business grazie all’espansione del  bacino di utenti o fruitori di quest’ultimo.

 

Cosa si intende per disabilità?

Stando a Wikipedia “La disabilità è la condizione di chi, in seguito a una o più menomazioni strutturali o funzionali, ha una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale.” 

In realtà nel nostro caso, parlando di progettazione e User Experience, non è rilevante sapere se una limitazione (o difficoltà) sia dovuta ad un’effettiva disabilità permanente o una disabilità temporanea, ma è importante capire se, e come, alcune di queste limitazioni possono costituire un problema per l’usabilità e la fruizione di un prodotto o servizio.

Ecco quali sono le principali categorie di disabilità da tener in considerazione:

 

  • disabilità visive: cecità, daltonismo, ipovisione, cataratte e ogni altro problema legato alla vista;
  • disabilità uditive: difficoltà legate all’udito di varia gravità;
  • disabilità cognitive: dislessia, comprensione, problemi di memoria o difficoltà di attenzione;
  • disabilità motorie: mobilità parziale o assente degli arti, tremori o lentezza nei movimenti.

 

La realtà è che dobbiamo pensare ad una disabilità non solo come una limitazione permanente, quindi riferita ad una “minoranza”, ma anche come un qualcosa di temporaneo che possa limitare qualsiasi utente durante la sua esperienza digitale.

A tal proposito sono anche da tener in considerazione questo tipo di disabilità:

 

  • disabilità tecniche: un browser che da problemi, connessione lenta;
  • disabilità di utilizzo: avere le mani occupate(esempio un braccio temporaneamente ingessato, usare un device mentre si culla un bebè con l’altro braccio);
  • disabilità sensoriali: trovarsi in luoghi rumorosi, non poter sentire un audio, capacità temporanea di non parlare o difficoltà nel vedere i contenuti (eccessiva o scarsa illuminazione di un luogo).

 

Disabilità Consigli pratici per un prodotto digitale accessibile 1 Baasbox

 

Come si progetta un prodotto digitale accessibile?

Il ruolo del designer è quello di progettare interfacce inclusive, seguendo la regola d’oro del “tu non sei il tuo utente”. Purtroppo oggigiorno, molti designer, per seguire i trend di Ui tendono a sacrificare l’accessibilità, e quindi l’inclusività del nostro progetto, a favore dell’estetica Questo di riflesso significa perdere preziosissime opportunità, oltre al fatto che, sul piano etico, si stanno tagliando fuori migliaia di utenti che hanno il totale diritto di fruire di un prodotto o servizio come i propri coetanei

 Le regole di base, per la progettazione di un’interfaccia usabile e coerente non dobbiamo mai dimenticarle: spazi coerenti, contrasti corretti, grandezze adatte, gerarchie dei testi per una corretta comprensione dei significati, scelta di un carattere leggibile.

 

Screen mobile inclusiva 1 1 Consigli pratici per un prodotto digitale accessibile 3 Baasbox

 

Tali regole sono delle “frecce” fondamentali che dobbiamo sempre avere nella nostra “faretra”, ma nel nostro caso oltre a questi accorgimenti di base della comunicazione visiva che non devono mai mancare in una corretta interfaccia di un prodotto digitale, dobbiamo tenere in considerazione alcuni aspetti fondamentali per una progettazione più inclusiva e accessibile:

 

  • Il testo: non deve essere un’immagine, poiché non sarebbe leggibile da uno screen reader per ipovedenti o non vedenti, e soprattutto deve potersi ingrandire fino al 200%;
  • le immagini: inserire sempre degli “alt text” descrittivi che possono aiutare gli screen reader a comprendere e descrivere l’immagine in questione in modo chiaro;
  • le animazioni: mai utilizzare gif lampeggianti (ad esempio quelle di molti banner pubblicitari) perché potrebbero creare problemi o danni in chi è fotosensibile e dare una giusta durata ad i caroselli (con scorrimento automatico) in modo che ci sia il tempo necessario per essere letto e compreso il contenuto;
  • grafici e tabelle: i grafici non sono ben letti dagli screen reader, pertanto ricordati di fornire un modo alternativo per accedere alle informazioni (ad esempio delle liste), mentre per le tabelle vanno costruite in HTML e non inserite come immagine (sempre per facilitare gli screen reader);
  • la struttura: titoli, sottotitoli, corpo testo e liste con le giuste informazioni e peso gerarchico, prive di futili dettagli;
  • aiuto alla fruizione: la possibilità di ascoltare un articolo (esistono plugin che permettono questo) o una Progress bar che permetta all’utente di capire in che punto dell’articolo si trova, sono due esempi di aiuto alla fruizione di contenuti;
  • ad ogni azione un feedback: l’utente deve essere certo e sicuro che l’azione che ha commesso sia stata elaborata (un suono, un alert visivo…). Per questo prevedere e assicurarsi che ci siano status come Hover, Active e gli altri necessari è fondamentale per una corretta usabilità e accessibilità;
  • navigazione e comandi: un buon meccanismo di ricerca, i breadcrumbs, una funzionalità di comando vocale, audio e video che NON vengono riprodotti automaticamente distraendo l’utente. In sostanza, aiutiamo l’utente e non creiamo contesti di disturbo;
  • il tempo: evitare di progettare interfacce ed esperienze che dipendono dal tempo, ogni utente ha bisogno del suo tempo per interagire con un device e/o capirne i contenuti.

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Concludo con una personalissima riflessione rivolta ai designer: spero che questo articolo possa essere un ottimo spunto di partenza per riflettere quotidianamente sulle nostre scelte progettuali, per migliorare in primis il mondo che ci circonda e poi noi stessi come designer.

Un design accessibile è un passo importante verso una società inclusiva.

Se l’argomento ti ha incuriosito, se vuoi sapere se il tuo prodotto è accessibile e rispetta i canoni dell’inclusività e se vuoi approfondire questo tema, contattaci!

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Fonte img:

-Microsoft Inclusive Toolkit

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