Come il branded podcast può dare voce alle aziende.

Informare, educare, intrattenere. Il valore aggiunto del podcast.

Informazione, educazione, intrattenimento. Sono i tre pilastri sui quali si fonda il servizio pubblico radiotelevisivo inglese. Se già nel 1922 John Reith, il padre della BBC, era convinto delle infinite possibilità di un prodotto radiotelevisivo e multimediale, anche noi oggi possiamo considerare tali elementi imprescindibili nella realizzazione di contenuti audio come i podcast. Ma cosa si intende, esattamente, con questo termine?

Per spiegarlo restiamo in Inghilterra. Podcast deriva infatti da un neologismo di Ben Hammersley, giornalista della BBC, che in un articolo intitolato Audible Revolution unì le parole iPod e broadcast, mettendo insieme natura e obiettivo del contenuto. Si badi bene, però: i podcast non sono da confondere con le interviste, gli spot o i programmi radiofonici. A renderli distintivi è la scelta dell’utente. Mentre un prodotto radiofonico può essere fruito in diretta, rispettando il palinsesto e la messa in onda live, la fruizione del podcast è svincolata da tali logiche. Il suo contenuto può infatti essere ascoltato in maniera asincrona rispetto alla pubblicazione.

 

Il podcast al servizio delle aziende. 

Il podcast si sta rivelando sempre più come uno dei prodotti di punta per la comunicazione aziendale. In Branded Podcast, libro del 2020 di vari autori, Francesco Tassi ne parla come di una forma di pubblicità che le persone vogliono ascoltare. Non possiamo considerare, però, questa tipologia di podcast come un contenuto destinato solo alla pura vendita di un prodotto o di un servizio. Rappresenta infatti un valido strumento per creare relazioni autentiche con i clienti e, di conseguenza, aumentare la brand awareness. Senza contare che un podcast può essere il primo touchpoint di un cliente con la realtà aziendale, attirato da un contenuto scelto per lui, che ne rispecchi appieno gli interessi e le attitudini. Un podcast permette infine di raccontare la storia aziendale con creatività, evidenziando le caratteristiche del brand attraverso lo storytelling e i suoni e, più nello specifico, la voce.

Come il branded podcast può dare voce alle aziende.

 

Le componenti della comunicazione vocale.

Esistono componenti, che potremmo definire naturali, costitutive della comunicazione vocale. Alcune sono prettamente fisiche e legate alle caratteristiche anatomiche, altre sono definite paralinguistiche e interessano principalmente il modo nel quale la voce viene padroneggiata. Riuscire a destreggiarsi tra i riflessi – un colpo di tosse, uno starnuto o uno sbadiglio – e le vocalizzazioni – le cosiddette pause piene, caratterizzate da suoni come mhm, ah, ehm – è il primo passo per un prodotto audio di qualità, che possa essere un valido strumento per potenziare lo storytelling aziendale. Le caratteristiche paralinguistiche interessano invece l’intensità del discorso e, soprattutto, il tempo. In ogni caso, per ottenere un buon branded podcast è importante imparare a valorizzare la propria voce scegliendo il tone of voice più adatto al brand.

 

Come utilizzare la voce per migliorare la percezione del brand.

Avere una storia da raccontare non basta. È fondamentale sfruttare al meglio uno degli strumenti più potenti che abbiamo: la voce. Saperla utilizzare correttamente aumenta la possibilità di essere ascoltati e, soprattutto, ricordati. Per trasmettere empatia e chiarezza, è necessario tenere presenti quattro aspetti:

  • l’esposizione: scegliere parole giuste rispetto agli utenti;
  • il tono: essenziale per connotare il discorso, colorandolo in base al tone of voice scelto;
  • la chiarezza: articolare i discorsi in modo semplice e chiaro, utilizzando il proprio timbro vocale con naturalezza, enfatizzando le caratteristiche vocali senza esasperarle;
  • il ritmo: il segreto di un buon podcast. Sia che il contenuto si concentri su uno scambio tra più interlocutori o su un contenuto prodotto da un singolo host, trovare il giusto ritmo del discorso e della voce è fondamentale per creare interesse e interazioni.

Per chiarire ulteriormente questo aspetto torniamo ancora all’attività radiofonica. Durante le dirette è fondamentale la scansione del tempo data dallo speaker e dai jingle nei diversi momenti del programma. Allo stesso modo, per far sì che un prodotto audio come il podcast possa essere recepito nella sua integrità dagli ascoltatori, è importante creare un ritmo che accompagni il racconto. Un ritmo che può essere scandito dalle scelte musicali e dall’utilizzo di jingle e melodie, certo, ma che nel caso del podcast deve essere dettato soprattutto dalla voce. 

Si può dire insomma che, nel podcast, la voce è il vero canale – e, quindi, il mezzo – dell’atto comunicativo. E, citando McLuhan, che il medium è il messaggio. Sulla suggestione di questo assunto, anche noi di Baasbox abbiamo ideato il nostro podcast: Space in a Box, il primo podcast italiano sui prodotti digitali. Pronto ad ascoltarlo? 

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