Dall’idea alla scrittura, un percorso che parte da lontano.

Dacché esiste la pubblicità, esiste una figura deputata alla scrittura dei copy. Quella testolina buffa che gioca con le parole, inverte le lettere, inventa suoni e significati del tutto nuovi per adempiere al suo compito: risolvere, creativamente, un brief. Poco importa si tratti di dare un naming o un payoff a un prodotto, di realizzare un bell’adv o raccontare un’azienda in una brochure, di guidare gli utenti nella navigazione di un sito o accompagnarli nella quotidianità sui vari canali social. L’essenziale è trovare le parole giuste e, soprattutto, un’idea originale. 

 

Social media manager, blogger, content editor, storyteller… Spazio al digitale!

Se prima il copywriting si esplicava completamente in annunci stampa e affissioni, passaggi radiofonici e costosissimi spot in tv, oggi non può che avere per palcoscenico il digitale. Meno adv e più cta. Meno spot e più post. Il che significa, per chi sceglie questo mestiere, fare il factotum della comunicazione. Social media manager, blogger, content editor, storyteller… Una figura che è cambiata nel tempo, si è evoluta col digitale, e nel digitale, approdando a un linguaggio assai più semplice di quello dell’advertising tradizionale. Un vocabolario fatto di parole comuni che tuttə intendono a colpo d’occhio. Quelle stesse parole che cercano, in massa, sul web e che chi si occupa di digital copywriting restituisce loro, sapientemente modulate, con l’aiuto di un algoritmo.  

 

Le regole d’oro per una perfetta comunicazione. 

Se prima insomma si mirava all’effetto wow, vige adesso il principio della chiarezza, dell’efficacia, del coinvolgimento. Un coinvolgimento che è importante quanto la qualità del testo, alla ricerca del giusto equilibrio tra la promozione di un prodotto e la narrazione di una storia capace di appassionare. In questo, ci sono linee guida da tenere sempre presenti:

L’importante è far sì che chi legge si riconosca sempre in un messaggio che parli il suo linguaggio, che sia in sintonia con la sua visione del mondo, in risposta ai suoi bisogni. Consci o inconsci che siano.

 

Content is king. Parola di Bill Gates!

Un visionario che sul digitale ha fondato il proprio successo ha scolpito nella pietra il motto: Content is king, il contenuto è sovrano. Lo scriveva Bill Gates già nel lontano 1996 in un articolo sul sito di Microsoft che così iniziava: «I contenuti sono l’oggetto su cui mi aspetto che venga sviluppata la maggior parte dei guadagni su Internet». Venticinque anni dopo, come non dargli ragione? Contenuti sempre nuovi e di qualità sono oggi, in piena era digitale, il mezzo migliore per acquisire clienti, distinguendosi dalla concorrenza in quel mare magnum di parole che è diventata la rete.

 

Il copywriting alla prova del digitale: una sfida al di là delle parole.

 

La rivincita dei copy sulle immagini.

Content is king, vale la pena ripeterlo. Quasi a confutare il luogo comune che, in generale e ancor più sul web, nessunə presti attenzione ai testi, preferendo soffermarsi sulle immagini. Vuoi mettere la semplicità di cogliere tutto e subito a colpo d’occhio con l’impegno che una lettura comporta? Dati alla mano, unə utente guarda ogni immagine ma legge solo il 20% di un contenuto. In questo piccolo spazio è allora necessario che chi scrive copy concentri quanto di meglio ha da offrire, catturando l’attenzione e invogliando ad andare avanti, verso quell’80% che altrimenti rischia di rimanere nascosto. Parte sommersa di un iceberg. La più imperscrutabile per chi naviga in rete.

Se anche tu sei in cerca delle parole giuste per comunicare la tua azienda, i tuoi prodotti e i tuoi valori, non hai che da scriverci!

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