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Stripe vs PayPal. Pro, contro e come scegliere

Persona che guarda il numero della propria carta di credito.

Con l’inizio del nuovo decennio e con la comparsa del Coronavirus, i pagamenti digitali, come gli acquisti online – trasferimento di denaro via internet, pagamenti con POS ecc – sono diventati sempre più riconosciuti anche alle orecchie dei meno giovani.

 

Il problema principale però per chi vende è come accettare questi pagamenti, soprattutto nell’e-commerce. In questo articolo cercheremo di analizzare pro e contro di PayPal e Stripe, i due metodi di pagamento digitali attualmente più utilizzati.

 

Cosa sono PayPal e Stripe?

PayPal e Stripe sono strumenti che permettono di gestire processi di pagamento online in tutta sicurezza. Questo avviene grazie alla loro funzione di intermediari tra commercianti e network di carte di credito e/o istituti finanziari, al fine di accettare e ricevere pagamenti. In altre parole, sono entrambi servizi per la tutela di commercianti e acquirenti.

 

Funzioni e servizi: PayPal

Il punto di forza di PayPal sin dal 1998 non è stato solo quello dell’elaborazione dei pagamenti ma bensì quello di consentire a chiunque di effettuare acquisti utilizzando una carta di debito o il proprio account online, nella maggior parte dei casi questi account vengono agganciati ad una semplice Postepay.

 

Vediamo i modi con cui i commercianti possono interfacciarsi con PayPal:

 

  • PayPal Checkout: Con un’unica integrazione, ora puoi ricevere pagamenti tramite PayPal, carte di credito e di debito e altri metodi di pagamento locali, preferiti dai clienti internazionali, in più se lavori in un contesto nazionale, hai la possibilità di gestire meglio il tasso di conversione.

 

  • Pagamento standard: Se non disponi di un processore di pagamento già impostato, PayPal fa al caso tuo. Puoi creare i tuoi pulsanti di pagamento e abilitarli attraverso un codice fornito da PayPal stessa. Il grande vantaggio è che non richiede una grande conoscenza tecnica.

 

  • Paypal Pro: con PayPal Pro hai le stesse funzionalità di Paypal Checkout con l’aggiunta che al momento del pagamento i clienti rimarranno sulla tua pagina web anziché essere reindirizzati a quella di PayPal. Questo permette di ridurre drasticamente le perdite dovute alle frodi informatiche e cosa molto importante consente ai clienti di utilizzare la propria carta di credito anche se sprovvisti di un account PayPal.

 

Una funzione molto interessante che ha aggiunto Paypal è quella di pagare nei negozi fisici usando il QRCode (molto in voga negli U.S.A.) dove i clienti necessitano solo dello smartphone e dell’app PayPal installata su di esso. Al commerciante, basta scaricare e mostrare il codice QR per iniziare ad accettare pagamenti.

 

Funzioni e servizi: Stripe

 

Stripe usa un approccio diverso poiché permette di scegliere tra solo due tariffe quali “Piano integrato” e “Piano personalizzato” dove quest’ultimo è consigliato per aziende che devono gestire un grande numero di pagamenti giornalieri.

 

 

Le prime due cose che bisogna sottolineare sono la possibilità di consentire agli acquirenti di acquistare su un e-commerce senza bisogno di un account Stripe, in secundis Stripe è un servizio che ha ottenuto la certificazione PCI di Livello 1 (il più elevato) che certifica una sicurezza elevata contro ogni tipo di frode tutelando in questo modo sia acquirenti che fornitori. 

 

Un altro suo punto di forza è quello di autodefinirsi un prodotto a misura di ogni e-commerce, infatti Stripe offre moltissimi strumenti, quali:

  • Stripe Checkout: permette sia di personalizzare sia di creare moduli e flussi operativi da zero. A differenza di un conto base PayPal, i clienti rimangono sulla tua pagina per tutto il tempo, al contrario di PayPal Pro (che offre la pagina ospitata).

 

  • Integrazione con mobile commerce: Stripe fornisce la documentazione per Android o iOS per potenziare i pagamenti in-app.

 

  • Squadre: dividi tuoi collaboratori in squadre e stabilisci i livelli di autorizzazione per mantenere al sicuro i tuoi dati.

 

  • Trasferimenti istantanei su carta di debito: per chi utilizza Connect, Stripe offre l’opzione di trasferire direttamente denaro su una carta di debito, un servizio che in passato impiegava alcuni giorni. Il destinatario pagherà l’1,5% dell’importo trasferito. (I tempi dipendono dalla banca: la ricezione del versamento potrebbe richiedere un tempo compreso tra 30 minuti e 48 ore)

 

 

Stripe-o-PayPal

 

Quanto costano?

La prima cosa che devi sapere quando confronti Stripe e PayPal è che entrambe ti permetteranno di vendere senza addebiti mensili ricorrenti.

 

Non è necessario acquistare un abbonamento per iniziare. Entrambe guadagnano dalle commissioni su ogni transazione. Questo rende entrambi gli strumenti piuttosto buoni per le piccole imprese e le startup che si lanciano online per la prima volta.

 

Cosa offre Stripe:

 

  • In tutta l’Unione Europea: 1.4% + € 0,25 per transazione.

 

  • Per carte di credito non europee: 2.9% + € 0,25 per transazione.

 

  • Addebiti Sepa per bonifici: fisso di 0,25 euro più commissione dello 0,8% (massimo addebitabile di 5 euro).

 

  • Autenticazione 3D Secure: un processo tramite il quale si verificare l’identità di un cliente prima di un acquisto online tramite carta. Al costo di 0,03 € ma solo per gli account con prezzi personalizzati.

 

  • Connect gratis: un sistema per integrare i pagamenti sulla tua piattaforma.

 

Questo ovviamente è ciò che più o meno troviamo nel pacchetto. A questi si possono aggiungere altre opzioni come “Radar” relativa alla sicurezza e Atlas per la creazione di un conto bancario americano.

 

Cosa offre PayPal:

 

PayPal offre commissioni del 3,4% a transizione, più un piccolo costo fisso pari a 0,35 euro, per importi fino ai 2500 euro. Ma ci sono delle piccole eccezioni di cui tenere conto:

 

  • Se invii o ricevi denaro da amici e parenti il servizio è gratuito, ma solo se si usufruisce del denaro sul proprio conto PayPal.  Questa tipologia di transazioni è molto sfruttata soprattutto tra gli adolescenti.

 

  • Se usi PayPal per le vendite la percentuale è del 3,4% per importi fino ai 2500. Più l’importo è grande e più diminuisce la percentuale e qui va a favore di quelle aziende che devono gestire grandi volumi di pagamento.

 

  • Per micropagamenti (che non sono ad amici o parenti) ovvero per transazioni inferiori ai 5 euro, la percentuale è del 5% + 0,10 euro fissi. Diminuisce la quota fissa ma aumenta di molto la percentuale. Spoiler personale: non conviene usare PayPal per i piccoli pagamenti.

 

Ad una prima occhiata PayPal punta proprio al “più vendi, meno paghi” ma vi sono ben altri vantaggi che si trovano nei servizi offerti.  PayPal stessa infatti assicura il rimborso su eventuali frodi subite.

Quale scelgo?

Bella domanda. Ci sono molti fattori da tenere in considerazione, ma prima di trovare una risposta è corretto porsi domande riguardo all’attività che decide di sfruttare questi strumenti per gestire i propri pagamenti digitali:

  • Per chi è destinato il tuo prodotto o servizio?
  • Quanto è personalizzabile il sito?
  • Che fatturato ci si aspetta di avere?
  • Quante transazioni saranno gestire giornalmente?
  • Si erogherà il servizio tramite Web App? Su un sito web? Su un’App? – riguardo questo se non hai le idee chiare puoi consultare il nostro articolo)


Questi sono solo alcuni spunti da cui iniziare. Non resta che mettersi in gioco, good luck!